Buonismo e bontà


Sempre più spesso nella vita pubblica, in politica, nei media, nelle scuole si sente parlare di buonismo talvolta senza comprenderne appieno la portata del termine o della tendenza “sempre più intesa come costume”.

Per Buonismo si intende quel modo di fare che tende a perdonare cose negative che non recano gravi danni piuttosto che essere severi e punirle.

La Bontà invece, talvolta confusa con il buonismo, è tutt’altro perchè a differenza della prima porta a perdonare anche gravi mancanze quando all’interno del proprio cuore si capisce che è giusto fare così.

Da queste definizioni si comprende subito che il buonismo è un qualcosa di automatico e che viene dato senza l’uso del pensiero, mentre la bontà è qualcosa che arriva dall’io interiore dopo che si è pensato al fatto increscioso.

Per questo motivo la bontà e il buonismo sono due cose diametralmente opposte anzi nel buonismo si possono trovare le radici di molti dei mali della società moderna basata più sull’apparire che sull’essere.

La bontà è caotica e va anche contro la legge quando la situazione è più grave perchè è una scelta interiore. Il buonismo invece è legale e va contro la legge solo quando la situazione garantisce che il buonista non finisca nei guai, perchè è un problema sociale. Il Buonismo è un atteggiamento “forzato” dove tutti devono essere necessariamente conformi alla bontà, dove si deve essere misericordiosi e gentili e avere idee comuni alla società (falsa) perchè altrimenti vieni additato come anticonformista e fuori dagli schemi sociali.

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2 Responses to “Buonismo e bontà”


  1. 1 Ugo lunedì, 1 settembre, 2014 alle 22:50

    Concordo, il buonismo è un atteggiamento di rinuncia che può portare ad irrigidirsi ciecamente sulle proprie posizioni. Dire sempre di si senza badare però alle conseguenza future è sempre più facile. La bontà invece viene dal cuore dalla passione ed è quindi frutto di una riflessione interiore. Spesso essere buoni significa saper dire di no apparendo ai più cattivi ma in realtà nella consapevolezza che così facendo si evita poi che certe situazioni degenerino. Per fare un esempio basti pensare a chi dice sempre di si ad un bambino ad ogni sua richiesta finendo poi per renderlo apatico e infelice perchè non gli basta mai e alla fine non ha mai quello che vuole.

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  2. 2 Francesco Cuccuini giovedì, 4 novembre, 2010 alle 8:38

    …da buonisti talvolta si passa all’essere rigidi e perentori, in tutto.
    Saluti

    🙂

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